Home Page Il servizio civile nasconde una logica aberrante

Conclusioni


Bisogna avere il coraggio di affrontare i problemi del nostro Paese con onestà intellettuale ed in modo efficace.

Nel tempo che ci separa dall'abolizione del servizio di leva nel 2007 bisognerebbe ridurre la dipendenza degli enti e delle associazioni di volontariato dagli obiettori.

Il volontariato deve tornare ad essere uno strumento agile, basato sulla libera partecipazione di persone che desiderano intervenire a favore di determinate situazioni di bisogno.
Le organizzazioni che aspirino ad impiegare personale a tempo pieno dovrebbero rivolgersi al mercato del lavoro, e non pretendere l'assegnazione di "volontari" coatti.

Lo Stato deve stanziare le risorse necessarie per adempiere ai suoi compiti impiegando personale retribuito degnamente e qualificato professionalmente.
Questo è il solo approccio possibile anche per risolvere l'annoso problema della carenza di militari volontari.
Nel frattempo, la durata del servizio militare e di quello civile andrebbe progressivamente ridotta, assorbendo gli esuberi ed eventualmente avviando al servizio civile i riformati che risultino idonei.

Sarebbe opportuno anticipare la data di abolizione della leva, ed aumentare la paga dei coscritti per alleviare il disagio delle persone meno abbienti.
I tempi di attesa per la chiamata dovrebbero essere ridotti dagli attuali nove mesi ad un massimo di tre.

Purtroppo non mancano coloro che dopo la fine della leva vorrebbero istituire una sorta di servizio civile obbligatorio della durata di circa sei mesi; sarebbe la prosecuzione di un approccio dilettantistico, un modo di fare le cose che nel ventunesimo secolo non dovrebbe più esistere.

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